Alessandro Laghezza guida gli spedizionieri spezzini e fa parte de La Spezia Port Service, la community portuale spezzina.

Cosa cambierà per il porto della Spezia con la nuova riforma del sistema portuale? “Ritengo che il porto della Spezia costituisca già un’eccellenza in ambito nazionale, grazie ad alcuni fattori di eccellenza riconosciuti in ambito nazionale, quali l’elevata quota di trasporto ferroviario, i  dwell times particolarmente contenuti resi possibili anche dall’utilizzo esteso del pre-clearing da parte di spedizionieri ed agenti marittimi spezzini e le elevate rese in relazione agli spazi realizzate dai Terminal. La riforma consentirà di sviluppare sinergie con il Porto di Carrara, naturalmente complementare con quello di La Spezia, e di rafforzare il ruolo di guida dell’Autorità Portuale e dell’Agenzia delle Dogane, consentendo finalmente la piena attuazione dello sportello unico dei controlli e semplificando pianificazione ed attuazione delle opere portuali. Molto poi dipenderà dalla scelta del Presidente, che mi auguro sia dotato di adeguata esperienza, professionalità e visione internazionale.”

 Quali sono le aspettative di sviluppo per la seconda parte del 2016? “Per quanto riguarda il porto di La Spezia, prevedo per la seconda parte del 2016 una sostanziale tenuta dei volumi, mentre credo che per l’avvio delle principali opere, quali l’ampliamento delle banchine portuali conseguente al trasferimento delle Marine del Canaletto e la realizzazione dei nuovi fasci di binari, bisognerà attendere il 2017. Per la nostra Azienda, in particolare, la seconda metà del 2016 prevede il completamento di un ambizioso piano di sviluppo a livello italiano ed il consolidamento della nostra presenza nell’area logistica di Santo Stefano Magra per quanto riguarda La Spezia.”

 Infrastrutture e collegamenti. Quali sono le priorità per il porto della Spezia? “Da un punto di vista infrastrutturale, la piena attuazione del Piano Regolatore Portuale prevede alcune opere fondamentali di ampliamento delle banchine, realizzati peraltro in regime di project financing dai gruppi Contship e Tarros/Arkas, nonché l’allargamento del Molo Garibaldi ovest a compensazione dell’attività crocieristica svolta nel primo bacino. Resta il nodo della nuova stazione marittima ed opere connesse, ivi compreso l’eventuale realizzazione di un molo dedicato alle crociere. Per noi spedizionieri riveste fondamentale importanza la realizzazione del polo unico dei controlli a Santo Stefano Magro, la posa dei nuovi fasci di binari in porto ed in generale lo sviluppo delle connessioni ferroviarie, dal terzo valico genovese (che indirettamente riguarda anche La Spezia) alla Pontremolese.”

 Su quali mercati esteri deve puntare maggiormente La Spezia per incrementare i propri traffici? “I mercati esteri di riferimento del Porto della Spezia sono naturalmente quelli dell’Austria, della Svizzera e della Bassa Germania. Questi ricchi mercati sono “aggredibili” rimuovendo definitivamente il gap burocratico che fino ad oggi ci ha penalizzato ed investendo nella infrastrutture materiali ed immateriali di collegamento con gli interporti del Nord Italia, che possono costituire veri punti di “rilancio” delle merci verso i mercati mitteleuropei.”

Quale è il ruolo del Gruppo Laghezza nel Sistema Spezia? “La nostra azienda mantiene alla Spezia il proprio motore, ma trae oggi il proprio fatturato dai principali porti ed interporti italiani, sui quali siamo presenti in particolar modo per quanto riguarda i servizi doganali. Proveniamo da alcuni anni di forte crescita e stiamo oggi gestendo una fase di consolidamento e sviluppo delle nostre strutture, senza trascurare Trasporti e Logistica che già oggi rappresentano il 50% del fatturato del Gruppo.”

Fonte: The MediTelgraph | Link Articolo